Il blog di Sala1

24 Ottobre 2008

Sala 1 Viaggi - future voyages

 

Being both from the same corner of Virginia, my friendship with Bettie Gilpin is strong.  Especially interesting to is her great passion for travel but even more important her decision to dedicate her resources to supporting several villages in Burkina Faso.  She has created, along with Angela Rosati and others, an ONLUS called FITIL.  Info: www.fitil.org Knowing the importance of the Biennale of Cinema FESPACO in Ouagadougou (the capital city, known to insiders as Ouaga), I decided to launch a trip there for end February 2009, in occasion of the Biennale but also see the FITIL projects and better understand the territory.  So this info is available from Sala 1. www.salauno.comThe gallery also decided to launch Italy’s first “silent auction”, where many artists have donated works to aid FITIL for a high-profile event and party to benefit the cause.  Manuela De Leonardis, curator and giornalist, chose the artists and artist Giusy Lauriola hosted the organization on her web sitewww.giusylauriola.it in addition to organizing the evening. The result was a lot of fun and tons of promotion for FITIL.  Although difficult for the Italians to understand, the idea of the silent auction was positive, and a good sum was raised for the work in Burkina.  Future travel plans for Sala 1 Viaggi include New Delhi in late March 2009 and China in late June 2009.    Mary Angela Schroth  

22 Ottobre 2008

Dove si ferma il mare. Lettura di poesie di Yang LIan

Archiviato in: Senza categoria — Eloisa @ 12:03

  

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Nell’affascinante scenario del Museo delle Mura ha luogo l’incontro tra due protagonisti della cultura cinese contemporanea: l’artista Huang Rui (Pechino 1952), l’iniziatore dell’avanguardia cinese, e il poeta Yang Lian (Berna, 1955), candidato nel 2002 al Nobel per la letteratura. Due uomini che hanno coniugato con la stessa passionale intensità l’impegno etico con la ricerca creativa più avanzata.

 

La grande installazione di Huang Rui, Pechino 2008: il tempo, gli animali, la storia, si unisce alla lettura delle poesie di Yang Lian, tratte dalla raccolta Dove si ferma il mare del 1992-1993.

Tra le forme liriche di Rui e le brevi poesie di Lian, così dolorosamente interiorizzate come puri frammenti di memoria, si stabilisce un legame struggente ed emozionante, una condivisione profonda dell’essere esuli e cittadini del mondo.

 

In collaborazione con Sala 1 Giorgio Guarnieri presenta una selezione di poesie scritte da Yang Lian durante il suo esilio a New York (Tenebre, da  Dove si ferma il mare 1992).

La lettura e l’interpretazione dei testi sono di Biagio Pelligra.

 

2 Ottobre 2008

Bambini “artisti” con Sala 1

Come ogni anno Sala 1 apre il suo spazio alla creatività dei più piccoli con laboratori pittorico-grafici per bambini e ragazzi. Con l’insostituibile partecipazione di MarinaHaas i giovani “artisti” creeranno con stoffe, colori, cartone, pastelli, etc, dando libero sfogo alla fantasia.

Invitiamo bambini e ragazzi a prendere parte ai laboratori ogni mercoledì dalle 17.00 alle 18.30.

Vi aspettiamo.

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5 Settembre 2008

Sala 1 riapre al pubblico.

Come di consueto a Settembre Sala 1 riprende la sua attività. Sono molte le novità che la galleria vorrebbe proporre ed è proprio per questo che Mary Angela Schroth, io e Miguel ci stiamo mettendo al lavoro allo scopo di attuare le idee e le iniziative che sono state elaborate durante l’estate. Nel frattempo è ancora possibile vedere presso gli spazi di Sala 1 la mostra Huang Rui. Opere recenti, dal martedì al sabato dalle 16.30 alle 19.30. Inoltre per chi non fosse riuscito a visitare la mostra Pechino 2008: il tempo, gli animali, la storia, presso il Museo delle Mura, neanche durante i mesi estivi ha l’opportunità di farlo fino al 23 novembre. Le nuove iniziative di Sala 1 non tarderanno ad arrivare. Troverete tutte le informazioni sul blog o sul sito di Sala 1: www.salauno.com A presto. Eloisa Saldari

14 Luglio 2008

Il libro di Sala 1: 40 anni di attività.

Sala 1 celebra i suoi quarant’anni di attività con una splendida ed importante pubblicazione che ripercorre le tappe fondamentali della galleria, dagli esordi fino alle attuali iniziative.Il libro ha richiesto un intenso lavoro e gode degli interventi di curatori e personaggi del mondo dell’arte che hanno collaborato con Sala 1.Edito da Gangemi il volume sarà disponibile tra pochissimi giorni, ma non voglio anticipare nulla. Inoltre lo stesso editore ha trovato che la pubblicazione sia di straordinario interesse e bellezza tanto da optare per una veste grafica nuova e per inedite soluzioni che sono sconosciute anche a me, novella collaboratrice di Sala1 e a Mary Angela Schroth direttrice della galleria.

Aspettiamo con curiosità il libro e avviseremo il pubblico di Sala 1 della sua uscita non appena sarà disponibile.

Il libro sarà acquistabile presso le migliori librerie e ovviamnete da   Gangemi Editore S.p.A. Piazza San Pantaleo 4 00186 Roma Call center 06.6872774 (9 linee r.a.) Fax 06.68806189 info@gangemieditore.it    Eloisa Saldari

Huang Rui: Opere recenti per Sala 1.

Huang Rui torna a Sala 1 con una mostra di opere recenti.

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 Visto il grande successo della mostra Pechino 2008: il tempo, gli animali, la storia, allestita al Museo delle Mura di Roma e prolungata fino al 23 novembre 2008, Sala 1 ha deciso di dedicare al grande artista cinese fondatore del gruppo “Stars” l’esposizione dei suoi lavori su carta e su tela.

Una parte dell’esposizione è il risultato di un work in progress realizzato dall’artista durante un precedente soggiorno romano. Huang Rui ha ritratto 12 persone scelte in base al loro segno zodiacale cinese. Inoltre ogni raffigurazione è accompagnata da un pensiero del soggetto sulla città di Roma. I disegni sono accompagnati da opere su tela che si ispirano alla bandiera italiana e che, come solitamente avviene nelle opere dell’artista cinese, mostrano l’uso del linguaggio. I quadri bianchi, rossi e verdi dialogano con il dittico bianco e nero sul quale compaiono parole realizzate con la scrittura calligrafica cinese e che si impongono sia per il loro significato simbolico, sia per quello iconografico. Huang Rui conferma il suo interesse per l’individuo e le sue specificità, per l’uomo come protagonista della storia e per il ruolo svolto dal linguaggio nella società della comunicazione di massa.

Eloisa Saldari

Huang Rui a Roma.

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 Martedì 29 luglio 2008 alle ore 12:00 sarà possibile incontrare l’artista Huang Rui al Museo delle Mura di Roma e poter vedere, insieme all’artista stesso, la mostra Pechino: il tempo, gli animali, la storia, prorogata fino al 23 novembre 2008.L’artista, che è stato fondatore del 798 Art District, il più celebre spazio per l’arte contemporanea in Cina, è alla sua prima mostra in Italia. Con la sua installazione creata appositamente per lo spazio che la ospita Huang Rui conferma il suo interesse per la memoria storica. In un serrato confronto tra la cultura occidentale e la orientale l’artista ha realizzato questa imponente e suggestiva installazione. Accompagnato dalle giovani sinologhe della Facoltà di Studi Orientali dell’Università “Sapienza”, Vanessa Amianti, Ornella De Nigris, Adriana Iezzi, Huang Rui ascolterà le curiosità del pubblico, risponderà alle domande dei visitatori e parlerà della realizzazione dell’opera e delle esperienze che lo hanno accompagnato nella sua carriera di artista cinese.Partecipare all’incontro sarà una buona occasione per conoscere l’artista, per vedere o rivedere la mostra ed entrare in contatto con la cultura orientale ed in particolar modo cinese.  Eloisa Saldari

3 Luglio 2008

Sala d’attesa: dieci giovani artisti a Sala 1

Da venerdì 20 giugno nello spazio espositivo di Sala 1 è possibile vedere la mostra Sala d’attesa.

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I dieci giovani artisti, A. Blazy, I. De Chiara, C. Fasano, J. Ganczarek, E. Herrera, D. Masala, A. Petrucci, S. Santamaria, A. Vizzini, S. Zaccarella, provengono tutti dall’Accademia di Belle Arti di Roma. La mostra, curata da Tiziana Musi, è frutto di un progetto realizzato appositamente per Sala 1.Come sottolinea il titolo dell’esposizione ogni artista si è soffermato sul tema dell’attesa, sul concetto di tempo e di luogo come spazio nel quale il tempo sembra rallentato. Opere grafiche, installazioni, video e performance rispecchiano l’idea della sala d’attesa quale spazio transitorio. La lunga linea gialla che attraversa lo spazio della galleria rappresenta l’elemento di congiunzione tra le opere e le differenti interpretazioni e percezioni dell’attesa.La sala diventa il luogo concreto o mentale, congelato in un istante, senza passato e senza futuro. Attesa come momento nel quale si concentrano desideri, speranze, paure. Attesa come buco nero capace di assorbire sogni, aspirazioni, ansie.Lo spazio ed il tempo si frammentano in una serie di momenti, di pause che si susseguono e si rincorrono all’infinito creando una realtà discontinua nella quale l’attesa diventa la nota distintiva del contemporaneo.

Eloisa Saldari

Sala d’attesa: un articolo di Orsola Caliguira

Con grande piacere pubblichiamo l’articolo scritto da Orsola Caligura per la mostra Sala d’attesa inaugurata a Sala 1 il 20 giugno e pensata appositamente per lo spazio espositivo dai dieci artisti provenienti dall’Accademia di Belle Arti di Roma.

 Eloisa Saldari

Sala d’attesa 

 La galleria Sala 1 offre il suo suggestivo spazio per la mostra Sala d’attesa, una collettiva di dieci giovani artisti dell’Accademia di Belle Arti di Roma: Agnieszka Maria Blazy, Joanna Ganczarek, Isabella De Chiara, Alessandro Vizzini, Simone Zaccarella, Serena Santamaria, Adriano Petrucci, Daniela Masala, Cristiana Fasano, Eduardo Herrera.

Il tema è quello dell’attesa intesa come un luogo-non luogo a seconda del come si viva psicologicamente e internamente la dimensione del tempo che scorre; ci troviamo di fronte ad opere originali ed interessanti che propongono diverse chiavi di lettura: lo spazio della galleria è diviso a metà da una lunga linea gialla, simbolo di demarcazione tra uno spazio accessibile ed uno inaccessibile, metafora dell’ostacolo al contatto umano oppure semplice confine da non oltrepassare mentre si attende la metropolitana. La linea la possiamo trovare alla posta o in farmacia: ci invita a tenere la giusta distanza da chi ci precede mentre aspettiamo il nostro turno così oltrepassarla significa varcare la soglia di una presunta privacy. Allora di fronte a questa linea di trincea ci ritiriamo in noi stessi attenti a non offendere chi ci sta vicino con la nostra “eccessiva” vicinanza.

Ma quante linee di confine immaginarie, costruite dentro di noi tracciamo ogni giorno per separare il nostro mondo da quello di chi ci sta intorno?

Aspettare è vivere in uno spazio e in un tempo i cui lineamenti vengono tracciati dalla nostra mente, da come percepiamo l’esterno e l’interno; si può capire molto di una persona anche da come vive il momento dell’attesa: è ansiosa se non sta ferma, serena se fa il contrario, curiosa se si mette ad osservare i minimi dettagli di ciò che la circonda.

Interessante esperimento è quello di Adriano Petrucci che ha usato i tagliandi che si distribuiscono per segnare il posto in un esercizio commerciale raccogliendoli in quello che lui ha intitolato “Contenitore di tempo. Contiene tempo dalle ore 9 alle ore 12”: sembra banale ma è in fondo una verità quella che spazi, porzioni della nostra vita fluiscono veloci tra un’attesa e ed un’altra. Ci troviamo in fila per qualsiasi cosa: la spesa, la posta, il traffico e per mille altri motivi. Che facciamo di quei momenti , come li viviamo? Anche il treno è luogo-non luogo per eccellenza: dove siamo infatti mentre viaggiamo, come descrivere esattamente la situazione di chi si muove e sta fermo nello stesso momento? L’installazione acustica di Isabella De Chiara ci parla proprio di una sequenza di stati emotivi di fronte al momento dell’attesa con parole che si ripetono inquietanti e ossessive, significanti l’arrovellarsi della mente, la ricerca di senso e di stabilità.  Un’altra opera che ci aiuta a riflettere è quella di Daniela Marsala “Gli orrori di tutte le guerre” che in 9 tavole di compensato ha raggruppato scarpe usate ed abbandonate con l’intento di fotografare l’aspetto tragico e non-sense di ogni guerra che trascina dietro di sé macerie, desolazione e morte. Chi vive questo orrore è costretto a perdere la propria identità ed ad abbandonare le scarpe dentro cui prima si riconosceva. Così l’attesa in questo caso è di riscatto e liberazione.

Si può trasformare in agonia o in dolcissimo spazio da riempire con progetti, sogni come quando si attende un bambino; siamo ancora capaci di dilatare il nostro cuore e la nostra mente per aprirli a ciò che è costitutivo nella nostra vita? L’attesa è il senso che accompagna il nostro cammino esistenziale tanto che possiamo definire la vita una lunga successione di attese. Può essere accolta allora come un dono o rifiutato come un male radicale.

Dipende da quanto siamo disposti a farci mettere in discussione dall’imprevisto, dalla nostra capacità di sorprenderci. Possiamo dire perciò che l’attesa può essere sorella della speranza come della disperazione, può creare o distruggere come nel caso dell’opera di Simone Zaccarella “Purgatorio” che su 9 tavole in ceramica trasmette il senso del passaggio, del transito in un luogo per eccellenza noto come anticamera da compiere  per il superamento del dolore.

Attesa ancora è ciò che spinge il viaggiatore a trascendere se stesso per perdersi in labirinti che possono essere luoghi come persone nuove alle quali aprirsi.

Il tema della mostra  nella sua ricchezza e complessità  viene affrontato dai dieci artisti con grande passione e professionalità; i linguaggi scelti nella loro differenza trasmettono l’intenzione di voler coinvolgere i visitatori invitandoli a riflettere e ad interrogarsi su un tema di importanza fondamentale per la vita di tutti.

  

Orsola Caliguira

Luglio 2008

2 Luglio 2008

Performance from Thailand at Rome’s new space 26cc in the trendy neighborhood of Pigneto

The Sala 1, for 30 years in the vanguard of international performance art, took advantage of viewing a special program involving 4 performance artists from Asia (denominated Singapore) at Rome’s 26cc artists space managed by art critic and professor Cecilia Casorati.

 

While most of Rome’s art world is not particularly knowledgeable about international performance art (namely because it has no commercial market!), Casorati seems to listen and follow those who DO know something about the field and in particular she follows the advice of artist Myriam Laplante.  The evening at 26cc, a trendy new young artists space in the multi-ethnic quarter of Rome’s Pigneto (www.26cc.org) , turned out to be more important than planned.  We arrived at the beginning of a work by Lee Wen, probably the most important artist in the group and more importantly a veteran of Asian performance art for many years.  Using a series of specific texts/manifests pinned to the wall and later on his naked body, accompanied by a single rose, ice, and a bucket, the artist seemed to plead for more democracy in Asia.  The evening continued with additional performances by Kai Lam and a woman performer AnGie Seah and ended with Jason Lim, also a major player in the Asian performance field. 

 

Fortunately, the artists were able to leave publications and related material for the public;  26cc printed a small description of each artists’ work in Italian.  Although the evening lacked that special and almost mystical ambience of performance (perhaps the harsh lighting and the uninspiring space made this difference), it was still a rare chance to see these artists in action.

 

To remind readers of the international importance of these artists, and especially Lee Wen,  who have (some) worked with groups such as Black Market and Artists Village (www.tav.org.sg) as well as participating in major festivals such as Sergio Edelsztein’s BLURRR performance festival at the Center for Contemporary Art in Tel Aviv (www.cca.org.it).  In addition, the whole aspect of contemporary art in Singapore, a relatively recent phenomenon, denotes a positive aspect of that geo-territorial identity.  The country has established a National Arts Council (based on the British Council model), and seems to believe that culture is one of the best tools towards international understanding and good governance.  More at www.nac.gov.sg. 

 

Mary Angela Schroth

 

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