LA SCULTURA 3D

Jacopo Truffa

PERIODO: novembre-dicembre
LUOGO: Sala 1
COLLABORAZIONE: Galleria Acronimo

COMUNICATO STAMPA 

E’ poco più di un decennio che la scultura contemporanea si avvale della tecnica 3D. Sala 1 fin dall’inizio ha seguito gli sviluppi e le sperimentazioni in quest’ambito rilevando la straordinaria portata innovativa di tale tecnica.

L’uso della tecnologia 3D è diffuso soprattutto in architettura dove risulta essere più economica e veloce rispetto alle normali costruzione. Le ricerche più avanguardistiche nell’ambito si muovono ormai per l’impiego di materiali di riciclo per la stampa (polvere di curry, fondi di caffè, sale a basso costo, sabbia, gusci di noce, fango e argilla).

Il progetto di Jacopo Truffa vuole riportare l’attenzione sull’uso artistico di questo strumento tecnologico altamente innovativo e ancora poco usato tra gli artisti.

In una delle poche occasioni di esposizione di opere di stampa 3D a Manifesta 12, nel 2018 a Palermo, Jacopo Truffa ha realizzato una “azione” 3D tra gli stupori e la curiosità del pubblico. Tra le persone che assistevano alla stampa in diretta delle opere di Truffa c’era Mary Angela Schroth, direttrice Sala 1 da trent’anni, che ha subito preso contatto con l’artista proponendogli il primo progetto “3D friendly” di Sala 1.

La ricerca nell’ambito è vasta e alcuni artisti stanno emergendo nel mondo dell’arte. Jacopo Truffa è un giovane artista romano che si sta facendo strada con la ricerca sul tema specifico delle “armi”.

Una strada ancora poco esplorata del 3D, che darà interessanti sviluppi anche nel mercato dell’arte, è quella della cosiddetta proto-tipazione rapida, ovvero la realizzazione di oggetti-sculture partendo dalla modellazione tridimensionale computerizzata.

La creazione di forme impensabili prima dell’avvento delle moderne tecnologie informatiche potrebbe essere una risposta alla dilagante tendenza post-concettuale degli ultimi decenni.

D’altro canto ci sono artisti la cui opera non viene solitamente associata alla modellazione 3D, ma che risentono invece della sintesi formale derivata dall’immagine computerizzata. E’ il caso di Matthew Day Jackson in The Way We Were del 2010, o delle opere scultoree di Anish Kapoor, Tony Cragg e gli edifici dell’architetto Frank Gehry.

La nuova scultura 3D

E’ ancora lunga la strada che condurrà l’opera in 3D verso la piena accettazione nel più vasto mondo dell’arte e gli ostacoli da superare sono ancora molti, tra questi il pregiudizio della critica verso sistemi di realizzazione “automatizzati”.

L’idea è che tutti siano in grado di personalizzare le sculture e renderle uniche scegliendo il colore, il materiale e le dimensioni. Le sculture realizzate a mano dall’artista saranno catturate attraverso la tecnologia di scansione 3D e convertite in modelli 3D da scaricare, personalizzare e stampare in 3D da tutti. Jacopo Truffa spiega: “La scansione e la stampa 3D rendono possibile la realizzazione di molte copie della stessa scultura senza danneggiare la loro unicità perché il tipo di stampante 3D, il materiale, ma anche la calibrazione, la temperatura e le condizioni ambientali rendono ogni lavoro unico. Quindi l’opera d’arte diventa il risultato di un dialogo tra artista e utente. Questo nuovo modo di concepire la scultura riduce i costi e democratizza l’arte, rendendo l’opera stessa accessibile a tutti “.

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