PASQUALE DI FABIO.

Riquadrare la storia

A cura di Alberto Di Fabio

PERIODO: 6 marzo – 30 aprile 2026

Dal martedì al sabato 16:30 – 19:30

COMUNICATO STAMPA

Pasquale Di Fabio è stato un artista puro, istintivo, serio, sempre concentrato alla ricerca di un qualcosa di impercettibile, di indescrivibile, di misterioso. La ricerca artistica era nata con lui e soprattutto la ricerca intorno alla luce era una cosa che lo aveva completamente irretito e sedotto nel suo mondo interiore. La sua arte astratta spesso parlava di un segno, di una linea di luce che vive nella luce, uno spazio di luce assoluto, relativo senza contraddizioni, per comprendere l’essenza e il mistero dell’universo”. Alberto Di Fabio

Protagonista della V edizione di Riquadrare la storia è Pasquale Di Fabio, artista molto vicino a Tito Amodei, fondatore di Sala 1. Di origini abruzzesi, Di Fabio durante la sua lunga attività, passa dalla pittura figurativa a quella astratta, spaziando dalla pittura alla scultura, sperimentando diversi medium. In mostra pittosculture, disegni su carta e tele dagli anni 70 agli anni 90, fondamentali per conoscere il suo percorso artistico.

Il progetto, a cura di Alberto Di Fabio, custode dell’importante lascito paterno, nasce per riaccendere i riflettori sul significativo lavoro dell’artista, ripercorrendone le tappe più importanti della sua attività.

Biografia

Pasquale Di Fabio (Civitella Roveto, dicembre 1927 – Roma, aprile 1998) inizia a disegnare, dipingere e scolpire da giovanissimo. Durante la seconda guerra mondiale, nel ’43, appena sedicenne, dipinge uno dei suoi primi quadri “Gli sfollati” e realizza diverse sculture in pietra e in legno. Per tutti gli anni Quaranta fino agli inizi del Cinquanta il suo lavoro è stato improntato ad un realismo sociale. Dopo questa interessante esperienza figurativa, incomincia ad intuire nuove esigenze, nuove forme geometriche, aniconiche, che lo porteranno verso la fine degli anni Cinquanta ad una ricerca materica “neo-futurista”. Dopo gli studi compiuti al liceo artistico e Accademia di Belle Arti di Roma, si è dedicato a varie ricerche analitiche sui vari materiali, considerati in funzione e al fine di creare un rapporto tra spazio e luce. Dagli anni Settanta inizia una produzione improntata sull’Astrattismo Puro, sulla lucida e rigorosa analisi della luce, simboleggiata dalle bande cangianti, tratte per condensazione da una ratio geometrica di calcolatissima strutturazione a significare simbolici raggi ascensionali, sicuramente proiezioni di un desiderio inconscio di elevazione, in cui egli ricuciva l’immaterialità della luce alla spiritualità dell’uomo. Attraverso molteplici e serrate indagini della “Struttura luce”, approda alle geometrizzate pittosculture come le “Piramidi” e le “Compenetrazioni”, per arrivare infine alla serie dei “Convessi”, “Doppi Convessi” e “Grandi Tondi”. Applicando l’esito di tutte le sue esperienze e ricerche, ha ottenuto straordinarie opere bidimensionali e tridimensionali di grandi dimensioni e forte impatto visivo, spesso inserite in edifici civili e di culto. Pasquale Di Fabio era un artista instancabile, votato alla ricerca costante di nuove espressioni. Lo studio per lui non era un mero esercizio intellettuale ma un bisogno che nasceva implacabile nella sua anima.

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